Guida Verde & Naturale 2008
L’annuario più autorevole del biologico e del naturale
800 pagine
Agosto 2007
800 pagine
Agosto 2007
Guida Verde & Naturale propone ogni anno, oltre a un “Tema dell’anno” affrontato dagli autori più autorevoli, dodici capitoli: Alimentazione, Ambiente, Regioni, Salute, Cosmesi, Turismo, Finanza etica, Casa, Tessile, Animali e Giardinaggio. Ogni settore merceologico è articolato in due sezioni: GUIDA AI PRODOTTI – INDIRIZZI DELLE AZIENDE
Dall’edizione 2006 Guida Verde International, una sezione bilingue dedicata alla produzione alimentare italiana certificata, con le schede dettagliate di tutti i prodotti Dop e Igp, suddivisi per regioni e tipologia.
- Tema dell'anno
- MINISTERO DELLE POLITICHE
AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI
I nuovi modelli di sviluppo sostenibile e le mutate esigenze della società; hanno trasformato il ruolo dell'agricoltura legandolo in maniera inscindibile alle questioni ambientali. Non a caso l'erogazione degli aiuti comunitari oggi è sottoposta al rispetto delle cosiddette norme di condizionalità per la tutela dei territori, mentre le produzioni sostenibili sono in continua crescita sia in termini di quantità che di superfici impiegate. Insomma, la gestione del territorio e la cura per l'ambiente, oggi più che mai, passano anche dalle mani degli agricoltori i quali sono chiamati a coniugare la ricchezza e la tipicità delle produzioni con la salvaguardia delle eccellenze paesaggistiche e ambientali del nostro Paese. Ciò non può che rappresentare un valore aggiunto per tutto il sistema agroalimentare e agrituristico italiano. In questo contesto di profonda evoluzione, i cambiamenti climatici già in atto assumono ancora di più rilevanza e aprono nuovi scenari anche in termini energetici con riflessi notevolissimi sulle condizioni di competitività economica e di sostenibilità delle stesse attività agricole. E' chiaro, dunque, che le energie rinnovabili rappresentano una sfida importante per l'ambiente dove l'agricoltura può e deve giocare un ruolo fondamentale. L'assoluta priorità delle sfide imposte dai cambiamenti climatici impone un'accelerazione nell'adozione di politiche capaci di riportare il nostro Paese in una posizione di avanguardia nella gestione virtuosa delle nuove interazioni tra clima, energia, ambiente e agricoltura. L'energia entrerà con forza nel nostro sistema produttivo e il sistema agroalimentare italiano è pronto a farsi promotore, anche a livello internazionale, di un modello nuovo capace di coniugare produzioni ed energie rinnovabili, consumi e tutela dell'ambiente. La guida verde e naturale e lo speciale ad essa allegato, hanno il grande pregio di interpretare tali cambiamenti e divengono l'occasione per promuovere questa visione e valorizzare il ruolo delle nostre produzioni eco compatibili nell'obiettivo di rafforzare il legame tra agricoltori e consumatori tra agricoltura e territorio, tra energia e ambiente.
On. Prof. Paolo DE CASTRO Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
LA NUOVA ENERGIA
Tra gli eventi internazionali del 2007 quello che si è tenuto a Parigi dal 29 gennaio al primo febbraio dall’ IPCC (Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico) è sicuramente da considerarsi il più significativo. Per la prima volta si è assistito all’emanazione di un verdetto unanime, da parte di tutti gli scienziati e rappresentanti di tutti i governi del Pianeta, sul clima o meglio sui cambiamenti climatici intervenuti a seguito della rivoluzione industriale. E' di indubbia rilevanza, l’autorevolezza dell’IPCC, organismo istituito nel 1988 dalla WMO - Organizzazione Mondiale per la Meteorologia e dall’UNEP (UN Evironnement Programme). L’IPCC ha il compito di realizzare, ogni sei anni, i Rapporti Speciali e Tecnici sugli argomenti di particolare interesse scientifico. Il Quarto Rapporto (AR4) dell’IPCC con le sue circa 800 pagine fitte di dati e tabelle ha confermato e approfondito le informazioni scientifiche contenute nel terzo rapporto di valutazione (TAR), presentando un’analisi completa con le proiezioni future dell’evoluzione del clima del Pianeta utilizzando modelli più accurati e realistici. I punti fondamentali dell’immenso lavoro compiuto dagli scienziati riguardano l’aumento delle temperature, l’innalzamento del livello dei mari e la ricerca delle cause nelle attività umane. Sull’effetto serra provocato dall’anidride carbonica, dal metano e dal protossido di azoto si rilevano dati allarmanti. Ad esempio la CO2 non è mai stata così elevata, come oggi, negli ultimi 800.000 anni! Si prevede per i prossimi vent’anni un riscaldamento di circa 0,2 °C ogni dieci anni. Anche ipotizzando che i gas serra rimangano costanti la temperatura aumenterà di 0,1°C ogni dieci anni. Ma ancora più grave è la previsione per la fine del secolo quando la temperatura superficiale della Terra crescerà da 1,8 a 4°C, senza escludere di raggiungere un aumento di 6,4°C! L’IPCC valuta con una probabilità tra il 90 e il 95% che l’aumento osservato nella temperaturamedia globale sia dovuto all’aumento delle concentrazioni di gas serra prodotte dalle attività umane e l’effetto di queste sostanze durerà per circa un millennio. Cambiamenti repentini sono ben documentati dal 1970. I periodi di siccità sono aumentati e diventano più intensi e lunghi; le temperature minime e massime sono mutate, notti fredde e gelate assieme a giornate calde e afose sono sempre più frequenti. Tra il 1961 e il 2003 il livello globale marino si è innalzato di circa 1,8 mm all’anno e ciò è dovuto all’aumento della temperatura media globale degli oceani fino a 3.000 metri di profondità. Secondo l’IPCC si stima che entro il 2100 il livello della massa marina possa arrivare a superare il metro con un aumento dell’acidità dell’acqua a causa della CO2. Le temperature medie dell’Artico sono aumentate del doppio rispetto alla media globale degli ultimi 100 anni. Dal 1978 le rilevazioni satellitari hanno stimato che l’estensione annuale media del giaccio artico si è ridotta ogni dieci anni del 2,7%. Si prevede che i mari ghiacciati si ritireranno sia dall’Artico che dall’Antartico e, negli scenari peggiori, è prevista la scomparsa quasi completa dei ghiacci dell’Artico. Anche l’andamento delle precipitazioni è assai preoccupante. Dal 1900 al 2005 si rileva un aumento delle precipitazioni nelle regioni più orientali del Nord e Sud America, Europa del Nord e Asia settentrionale, mentre si manifestano siccità intense nel Sahel, nel Mediterraneo e nell’Africa Meridionale. Il Mediterraneo risulta essere una delle aree più sensibili ai cambiamenti climatici sia per il riscaldamento maggiore della media globale che per l’aumento delle onde di calore e la diminuzione delle precipitazioni.
UNA NUOVA ENERGIA PER UNA NUOVA EPOCA
A cura di Gianni Cavinato, Presidente nazionale ACU Associazione Consumatori Utenti
Con i dati dell’IPCC si potrebbe andare avanti, ma è di tutta evidenza che la situazione climatica è già cambiata. Si pone quindi l’obiettivo di cosa fare. Tutti i media hanno fornito ampio risalto a questo Rapporto così pure il documentario An Incovenient Truth di Al Gore. Un successo senza precedenti ha ottenuto successivamente il concerto mondiale Live Earth. Oggi, più di ieri, ognuno è chiamato alle proprie responsabilità i governi, le imprese, le organizzazioni di rappresentanza, i singoli cittadini. Tutti si aspettano che qualcosa cambi nella politica energetica e più in profondità nel modello di sviluppo e di consumo. Ma tra la popolazione si assiste anche a una diffusa rassegnazione, quasi a attendere una soluzione divina o una soluzione tecnologica a cui l’umanità saprà di certo farne un buon uso. Intanto passano i giorni, i mesi …e gli anni. In Europa una significativa svolta è stata data dalla Cancelliera Angela Merkel che in qualità di presidente di turno della UE ha imposto un preciso programma di politica energetica per il 2020. Alla base di questo programma si constata la condivisione dell’analisi condotta dall’IPCC e l’esigenza di porre con molta determinazione la sicurezza degli approvvigionamenti delle fonti energetiche per l’Unione dei 27 Paesi. Secondo le stime della UE, nel 2030 la dipendenza dalle importazioni di gas dovrebbe passare dal 57% all’84% e le importazioni di petrolio dall’82 % al 93%! Questa evoluzione del mercato europeo va collocata in uno scenario mondiale dove si prevede per il 2030 un aumento del fabbisogno di petrolio del 41% rispetto ad oggi. La Commissione Europea non nasconde i rischi politici ed economici che una tale situazione determinerà. Ed è facile capire come vi possa essere una sola alternativa accettabile e che la Merkel ha tentato di indicare anche all’ultimo G8 convincendo solo in parte il Presidente Bush. L’Unione Europea comunque va avanti per la sua strada imponendosi le “quattro venti”: una riduzione del 20% delle emissioni di CO2, l’introduzione del 20% di fonti energetiche rinnovabili e una riduzione del 20% di consumi di energia primaria attraverso un piano
Fonte: Comunicazione della Commissione al Consiglio Europeo e al Parlamento Europeo "Una politica energetica per l'Europa", 2007
Efficienza energetica entro il 2020 (dati di riferimento risalenti al 1990).
Tutto questo rappresenta una sfida senza precedenti al sistema produttivo, sociale e politico dell’intera Europa. E tutti i nostri governi sembrano essere consapevoli di questa responsabilità quando affermano che “nei prossimi 25 anni si dovranno investire 900 miliardi di euro in nuove capacità di produzione energetica, favorendo una nuova rivoluzione industriale che acceleri la transizione verso una crescita a basse emissioni di carbonio e producendo, nel corso degli anni, un aumento spettacolare della quantità di energia locale a basse emissioni prodotta e utilizzata”. Tanto è ambiziosa la sfida quanto il dibattito tra ministri e capi di governo ha registrato toni assai accesi e polemici. La proposta della Commissione UE era di ridurre del 30% le emissioni di CO2 entro il 2020, ma i governi nazionali si sono dimostrati più realistici concedendosi però qualche apertura per il 2050 dove si ritiene che i paesi industrializzati dovranno ridurre del 60-80% le emissioni globali. L’Unione Europea con la voce di Angela Merkel si propone di diventare il leader mondiale delle tecnologie innovative, dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile perseguendo alcune priorità: • Migliorare l’efficienza energetica di edifici, apparecchiature, attrezzature, processi industriali e sistemi di trasporto;
• Sviluppare biocarburanti competitivi agli idrocarburi;
• Garantire in tempi brevi la competitività dei grandi parchi eolici off-shore e preparare la creazione di una super rete europea off-shore competitiva;
• Rendere l’energia fotovoltaica competitiva al fine di sfruttare l’energia solare;
• Utilizzare le tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno e sfruttarne i vantaggi nei trasporti e per la produzione decentrata di energia;
• Sviluppare tecnologie per l’uso sostenibile del gas e dell’elettricità, in particolare la cattura e lo stoccaggio del carbonio; • Per quanto riguarda le tecnologie nucleari viene lasciata libertà di azione a ogni singolo paese sottolineando che la UE dovrebbe mantenere la sua leadership tecnologica nel settore dei reattori nucleari di quarta generazione. Per raggiungere questi obiettivi l’Unione Europea si propone anche la liberalizzazione del settore energetico separando la distribuzione e le reti dalla produzione e agli utenti propone una Carta dei diritti dei consumatori di energia per meglio proteggere i cittadini vulnerabili, migliorare l’informazione, favorire il cambio di fornitore di energia, tutelare un po’ tutti dalle pratiche commerciali sleali. Ora ciascun paese è chiamato ad agire, ciascuna Autorità di settore ad avere più poteri e capacità di intervento, ogni impresa darsi precisi obiettivi di conversione e ogni cittadino assumere una nuova responsabilità ambientale che in tutta verità è una responsabilità civica per il consumo sostenibile. Luglio 2007, Gianni Cavinato
- MINISTERO DELLE POLITICHE
AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI
